Alcuni cenni biografici di Marcello Inguscio

Marcello Inguscio nasce a Lecce, terzogenito di sei figli, il 26 giugno 1934. Il giorno 5 agosto riceve il battesimo presso la parrocchia «S. Francesco di Paola» nella sua città natale. Viene cresimato il 24 giugno 1943.

Dopo un’intensa carriera in campo musicale, che lo vede impegnato a Lecce, dove consegue il diploma in contrabbasso presso il Liceo Musicale «T. Schipa», e a Napoli per un corso di perfezionamento, al Conservatorio «S. Pietro a Maiella», insegna dal 1959 nel liceo Musicale «A. Corelli» di Messina, dove, come già detto, conosce Annamaria.

Dopo una grave malattia ai reni che lo costringe alla degenza presso l'Ospedale di quella città, ritorna a Catania e comincia ad avvicinarsi al mondo dei poveri e degli ammalati, affiancando l'operato delle Piccole Suore dell'Assunzione e delle Figlie della Carità di S. Vincenzo de’ Paoli .
Nel 1972 entra a far parte dei ruoli stabili dell'Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania con la qualifica di primo e di alto primo contrabbasso. Nell’anno 1978 viene nominato vicedirettore del Liceo Musicale "V. Bellini".

Apostolo impegnato a tempo pieno con la moglie nelle attività pastorali e caritative, promotore della “Missione Chiesa – Mondo” attraverso le C.E.B.

Il 10 giugno del 1984 nella cappella dell'Istituto "Missione Chiesa-Mondo" in via Imbert 15 emette insieme alla moglie le promesse di povertà, castità coniugale, obbedienza e apostolato nello stesso Istituto.

Diventa con Anna Maria responsabile del ramo delle coppie di laici inserite nell'Istituto.

Il giorno 2 gennaio 1996, alle ore 9,30, si spegne per un infarto al reparto di unità coronarica dell'azienda ospedaliera "Cannizzaro" a Catania, dopo una vita intensamente consumata per la famiglia, la professione, le C.E.B. e i poveri.

Dalle testimonianze su Marcello:
«Ogni attimo libero di Marcello era per i poveri, per gli ammalati, per i sofferenti… Anche quando andava a suonare al Teatro Massimo, durante gli intervalli, era pronto a scappare al capezzale di qualcuno con un termos di latte caldo da offrire a chi stava vegliando. Poi a notte fonda quando finiva il suo lavoro, correva da un altro ammalato e mandava a dormire i familiari che fino a quell’ora avevano accudito il parente malato.
Ricordo il piccolo Prosperino, con un tumore al cervello… per mesi Marcello ha vegliato al suo capezzale per lasciare dormire la madre.»

La Famiglia Ecclesiale "Missione Chiesa-Mondo" è al servizio della pastorale parrocchiale per:

  1. la promozione della dimensione comunitaria del cristianesimo attraverso l’articolazione della parrocchia in piccole comunità ecclesiali dislocate a mo’ di lievito nelle diverse zone del suo territorio, affinché il popolo di Dio acquisti sempre più coscienza di essere Chiesa e di agire e di crescere in quanto Chiesa;

  2. la valorizzazione e la formazione del laicato perché da oggetto passivo di pastorale diventi sempre più soggetto attivo e responsabile della missione della Chiesa e della animazione delle realtà temporali;

  3. la trasformazione della parrocchia in “soggetto ecclesiale e socio-culturale”, capace cioè di farsi carico dei problemi della gente, facendo del territorio la sua vera e costante “terra di missione” nella quale svolgere la catechesi permanente degli adulti, decentrare la pastorale, battersi per la promozione umana di tutto l'uomo e di tutti gli uomini.